Report dell'assemblea del 21/11/2025
C.A.S. "Colle del Pionta"
Ospiti del Centro di aggregazione sociale “Pionta”, si è riunita Venerdì 21 Novembre un’assemblea pubblica degli abitanti di Saione ed aperta ad Arezzo tutta, moderata e organizzata dal gruppo della nascente associazione “Saione viva”, che per fine ha la partecipazione attiva degli abitanti del quartiere stesso e il dialogo tra realtà sociali e istituzionali al fine di promuovere il recupero e lo sviluppo di questa larga parte di città che tra ombre e luci rappresenta un settore urbano strategico, variegatissimo e da mille opportunità.
Analisi del contesto
Dopo una breve introduzione del moderatore si è passati ad un’analisi strutturale del quartiere, idealmente dividendolo in 4 settori, a seconda delle caratteristiche identificate per ognuna di quelle e per mostrare come le necessità (e quindi le soluzioni) di un’area non siano automaticamente le stesse di un’altra, pur insistendo su un medesimo spazio urbano di poche centinaia di metri: insomma Saione non è un “tutt’uno” indistinto, ma una realtà che chiede un approccio dinamico.
C’è una Saione “storica”, quella di inizio Via vittorio Veneto, dalla ferrovia e fino alla piazza della chiesa, fatta anche di edifici storici, villini nelle traverse ed eleganti e particolari palazzi di fine Ottocento e inizio Novecento, che mantiene ancora l’aspetto di zona di passeggio stile “boulevard”; una Saione “mista”, che ha come confine proprio la piazza della chiesa e in prosieguo di Via Vittorio Veneto, dove negli anni ’60-’70 accanto agli ultimi palazzetti storici si sono realizzate costruzioni di scarso valore e anche forte impatto visivo di rottura e caratterizzata da un importante presenza di attività etniche; una Saione “popolare”, dalla Coop in uscita sempre lungo l’asse viario principale (Belvedere, Gattolino etc), con i suoi grandi complessi residenziali, per molti aspetti quasi “autonomi” e slegati rispetto al resto dell’area urbana; una Saione “parallela”, quella di Via Masaccio, da Campo di Marte al limite del Pionta, originariamente viale puramente borghese e residenziale, talmente confinante con il quartiere di San Donato da essere scarsamente considerato.
Questa rapida e semplificatoria identificazione per zone è utile per cogliere la necessaria pluralità di interventi da agire nel territorio del quartiere: il problema di spaccio e sicurezza urgente ad esempio nella parte “alta” di Saione, nel “Settore 1”, non è parimenti percepito in quella “bassa” di un “Settore 4”; così come lo stato di profonda invivibilità del parco del Pionta non è lo stesso di quello opposto di Via Arno.
Finalità
Ciò che è emerso in questi lunghi anni presenta di Saione un quadro ambiguo: da una parte la grande ricchezza di realtà di impegno civico e sociale, con l’insistenza di tante associazioni attive sul territorio del quartiere, mentre dall’altra una scarsa capacità -se non in pochi eventi ed occasioni- di fare rete, insieme. Questo è il punto nodale che il gruppo della costituente associazione e i presenti, nel corso anche delle precedenti assemblee pubbliche hanno rilevato e che voglio affrontare: dobbiamo ragionare secondo la logica del pescatore. Chi pesca porta con sé l’esperienza del conoscere i punti giusti per gettare le reti; l’esperienza del pescatore da sola non è sufficiente, occorre gettare le reti sulla fiducia, sperando lì ci sia pesce; nella rete poi i pesci sono tanti e non tutti uguali, nella rete finisce di tutto. Agire come cittadinanza-insieme, significa sapere che in questa nostra realtà ci siamo in tanti, conviviamo in tanti, ci sono tante diversità, visioni, idee, anche discussioni, ma tutto da cogliere come opportunità e ricchezza.
Nella gestione della complessità che è Saione sono state identificate 4 realtà sociali imprescindibili da coinvolgere: Quartiere di Porta Santo Spirito (la più grande realtà associativa di Saione e quella anche più istituzionalmente inserita nell’Amministrazione di Arezzo); parrocchia (con relative attività di volontariato, Caritas etc); comunità islamica (il secondo gruppo etnico che abita la zona è quello di tradizione e religione islamica); scuole (medie, elementari, asili...che già in sé promuovono percorsi di dialogo interculturale ed attività educative). A queste si somma tutta la rete del Commercio ed economica, fondamentale nella vitalità quotidiana del quartiere.
Saione, diversamente da altri di Arezzo, non è un “quartiere-dormitorio”, ma una realtà viva, vitale e vivace, caratterizzata dai problemi e dalle criticità ben note, che è stata oggetto di tante promesse ma poche reali attenzioni o comunque negli anni fra sé slegate, mancando una progettualità di interventi d’insieme.
Dibattito e interventi
MAURO: dopo il Covid si è assistito ad un peggioramento del degrado sociali e contestuale, con un’accelerazione dell’abbandono di alcune particolari zone, soprattutto nel Parco del Pionta dal quale c’è stato un fuggi-fuggi di famiglie con bambini che ha portato ad una diminuzione della frequentazione dell’area e ad un conseguente incremento di fenomeni di spaccio e consumo di droghe ormai “Senza pudore”;
FLORIANA: presentando il suo impegno associativo nei confronti soprattutto dei giovani aretini, ha parlato della necessità di costruire attraverso le scuole una rete di corsi per l’integrazione, di lingua italiana e cultura anche locale, al fine di educare i bambini a prescindere dall’origine etnica ai valori costituzionali e ai doveri e diritti del cittadino;
STEFANO: sottolinea come il problema dello spaccio attorno alle stazioni sia un fenomeno ricorrente in tante città e quasi caratteristico di luoghi “Di scambio e transito”, certo non per giustificarne o sminuirne così la gravità, ritiene che i cittadini siano ed abbiano il dovere di essere “Pungolo” delle Istituzioni e della politica della città;
SONIA: esorta i presenti e quanti abitano e che hanno interessi nel quartiere a svolgere attivamente il proprio dovere di cittadini, perché solo chi vive Saione conosce realmente le problematiche di quello e le necessità e può contribuire alla rinascita dell’area urbana;
SARA: rimarca la necessità di un approccio pluralista, come le attenzioni che sono state dedicate negli anni ad un settore del quartiere non siano state pari a quelle dedicate ad altri, come al peggioramento della situazione soprattutto dell’area di Campo di Marte non ci sia stata parità di reazione da parte delle Forze dell’Ordine o comunque efficacia nel dispiegamento dei mezzi, aumentando nei più la percezione che dietro questo immobilismo e lasciar fare ci sia quasi un’intenzionalità che poi torna trasversalmente comoda ad ogni tornata elettorale in chiave di propaganda;
MANUELA: in rapporto all’attività del progetto “Pionta Park” che coinvolge nelle iniziative di recupero del parco urbano ben 13 associazioni lamenta scarsa o nulla informazione che fa perdere ai cittadini tante occasioni invece buone di socialità ed attività, sottolinea il bisogno di trovare alternative a quelle che erano le “Circoscrizioni” trovando un sistema nuovo che risponda alle esigenze degli abitanti del quartiere;
FRANCESCA: presenta l’intenzione della futura associazione di agire anche sul piano legale nei confronti dell’Amministrazione con una serie di esposti su alcune situazioni specifiche di degrado, in maniera tale che le Istituzioni anche a livello formale non possano più latitare ai propri doveri di presenza e risposta;
ENZA: invita ad una conoscenza delle radici storiche del quartiere e ad una memoria che non sia solo nostalgica ma sappia trasformarsi in azione di rivitalizzazione;
MARCO: ricorda ai presenti il grande valore del Polo universitario aretino e l’occasione di interazione generazionale e sociale che offre alla città;
CRISTINA: il degrado porta degrado secondo una conseguenza di peggioramento, guarda positivamente all’impegno di così tante realtà associative e persone considerando come il poco di tanti produca nell’insieme comunque molto;
MASCIA: nuova del quartiere ma con forti esperienze sociali e di cittadinanza attiva, lancia la possibilità di creare gruppi zonali che si interessino alla cura di aree specifiche loro assegnate, dalla coltivazione delle aiuole, all’abbellimento delle fioriere pubbliche, ad azioni di pulizia urbana.
Conclusioni e prospettive di azione
Tenuti conto i tanti contributi pervenuti e la positiva diversità dei soggetti partecipanti all’assemblea e alle trascorse, la prossima assemblea pubblica si immagina strutturata per gruppi di lavoro, con una divisione dei partecipanti secondo “gruppi di interesse” e di provenienza all’interno del quartiere. Il fine? Organizzare e strutturare proposte da presentare non solo all’Amministrazione corrente e in uscita, ma anche a quanti, tra i vari candidati-sindaco che si presenteranno, vorranno governare Arezzo nei prossimi anni. Si ritiene che il momento sia per la cittadinanza e per Saione molto propizio per avere non solo attenzioni ma anche una presenza attiva e reale nella riqualificazione del quartiere.
La coscienza raggiunta da quanti, ormai da mesi, partecipano attivamente alle assemblee indette, è che solo dotandosi di una veste formale istituzionale -solo cioè costituendosi associazione, a tutti aperta senza distinzioni di opinione politica o estrazione etnico-sociale- anche presso l’Amministrazione si possa avere spazio e adeguato trattamento, considerazione. Necessità e desideri, problemi e aspettative sono comuni, interessano e riguardano tutti. Da soli si è solo nomi, insieme siamo massa critica, città.
Documenti
Di seguito le slide presentate all'assemblea: